Vivere a lungo e, soprattutto, vivere bene, è un po’ come comporre un puzzle: non possiamo sperare di vedere l’immagine completa se ignoriamo alcuni pezzi fondamentali. Giustamente, ci concentriamo su alimentazione, attività fisica e gestione dello stress, ma spesso ci dimentichiamo che il nostro organismo lavora come un sistema unico e interconnesso. Proprio in quest’ottica di visione d’insieme, la medicina della longevità non può trascurare due aspetti fondamentali della salute maschile: la salute urogenitale e sessuale.
Le tre tappe della prevenzione maschile
Ancora oggi molti uomini tendono ad andare dal medico solo quando “qualcosa non va”. Ma per chi punta a vivere una vita lunga e in salute, questo approccio non è solo obsoleto: è sbagliato. “La prevenzione, anche quella andrologica, non serve solo a evitare malattie, ma a ottimizzare le prestazioni dell’organismo nel tempo”, precisa Alberto Gheza, urologo-andrologo e consulente sessuale all’interno di SoLongevity Clinic, a Milano. “La visita urologica non deve spaventare. Dopo un colloquio approfondito e una raccolta anamnestica su abitudini quotidiane, eventuali malattie o famigliarità si procede all’esame obiettivo: il paziente di solito è steso sul lettino e si esegue un’ispezione generale e in seguito una palpazione dell’addome e degli organi genitali esterni. In alcune occasioni, in base all’età o nel sospetto di problematiche prostatiche, si procede, infine, all’esplorazione rettale”.
Ci sono tre momenti cruciali nella vita di un uomo in cui fare il “tagliando”, anche in assenza di sintomi:
- L’adolescenza (18-20 anni), il primo vero check-up. Serve a capire se “la macchina” è stata assemblata correttamente. “In questa fase verifichiamo che non ci siano condizioni, come una fimosi o un varicocele, che potrebbero creare problemi sessuali o di fertilità in futuro”, precisa Gheza. È anche il momento giusto per fare educazione su contraccezione e protezione.
- L’età adulta (30-35 anni), quando si tirano le somme. Si controlla come lo stile di vita stia impattando sulla salute dell’apparato urogenitale (ma non solo) e sulla fertilità – un tema sempre più caldo. Una visita in questa fase della vita può prevenire problemi seri un domani.
- L’età matura (dai 50 anni), quando serve un po’ di manutenzione. Superata la soglia dei 50, infatti, la prostata inizia fisiologicamente a cambiare. “La visita diventa essenziale per monitorare l’ingrossamento prostatico benigno e, soprattutto, per fare eventualmente diagnosi precoce”, avverte Gheza, che ricorda che se in famiglia ci sono stati casi di tumore alla prostata, il controllo del PSA (Antigene Prostatico Specifico) va anticipato ai 40 anni.

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Ascoltare il corpo: i campanelli d’allarme del sistema uro-genitale
A prescindere dall’età, il corpo ci invia segnali che non vanno mai ignorati. Disturbi nella minzione (per esempio urgenza di urinare, aumento della frequenza notturna, getto debole o blocco, bruciore, incontinenza urinaria) sono richieste di aiuto del nostro sistema urogenitale.
Un altro sintomo a cui prestare particolare attenzione è la disfunzione erettile. “Non dobbiamo vederla solo come un problema sessuale”, sottolinea lo specialista. “Spesso è una ‘spia’ della nostra salute vascolare”.
Un deficit erettile, infatti, può anticipare un problema cardiovascolare importante anche di 5 o 10 anni. Per questo, prendersi cura dell’aspetto uro-andrologico significa spesso proteggere il cuore.
SoLongevity: un approccio integrato alla salute maschile
È proprio per questa stretta connessione tra apparato urogenitale, cuore e invecchiamento biologico che la valutazione andrologica trova spazio nei percorsi di longevità più avanzati.
In SoLongevity abbiamo scelto di trattare l’urologia non solo come una disciplina a sé stante, ma anche di integrarla in check-up completi (come i percorsi AGE360° Checkup Fisiologico e AGE360° Ultimate Checkup).
L’obiettivo è incrociare i dati: capire come la salute ormonale e urologica dialoghino con gli altri sistemi del corpo. Senza tralasciare la componente sessuale, che ha un impatto profondo sulla quotidianità, sulle relazioni e sull’equilibrio emotivo e che va considerata, a tutti gli effetti, la “sesta colonna lifestyle della longevità” – un pilastro indispensabile per invecchiare mantenendo alta la qualità della vita.
Che si tratti di prevenzione o di indagare sintomi, la presenza dello specialista andrologo nel team multidisciplinare permette di costruire un percorso su misura per il benessere ancora più completo.








