fbpx

Il rischio di malattie? Lo dice il tuo “orologio infiammatorio” (parte 3/3)

Articolo di SoLongevity Research
Quando si parla di patologie cardiovascolari, l'età del sistema immunitario conta di più di quella anagrafica. Oggi l'“orologio infiammatorio” iAge consente di stimarla. Come funziona?

Da un’ulteriore analisi su un sottocampione di quasi 100 partecipanti è emerso che alte concentrazioni della citochina CXCL9 e delle altre molecole infiammatorie sono legate a un maggiore rischio di alcune patologie. In particolare, si registra un’aumentata rigidità arteriosa, che a sua volta è associata a un maggior rischio di infarto, ictus e insufficienza renale, e un ingrossamento della parete del ventricolo sinistro.

Studi su modelli animali hanno peraltro segnalato che abbassando i livelli di CXCL9 si potrebbe ripristinare anche un adeguato funzionamento delle cellule endoteliali, che tornerebbero a essere più giovani.

La ricerca è ancora agli inizi, tuttavia apre una strada per capire meglio perché alcune persone sviluppino malattie croniche con più facilità di altre. L’obiettivo è riuscire a valutare il rischio individuale e riconoscere in anticipo eventuali condizioni o disturbi che possono peggiorare nel tempo, per trattarli precocemente.

Ultimi articoli pubblicati

Longevity economy: cosa serve per colmare il gender health gap?

Longevity economy: cosa serve per colmare il gender health gap?

Nicola Palmarini è uno dei principali esperti globali di innovazione nell’invecchiamento e nella longevità ed è il direttore del National Innovation Centre for Ageing (NICA) del Regno Unito, un’organizzazione globale sostenuta da un investimento iniziale del governo britannico e dell’Università di Newcastle per aiutare a co-innovare – insieme ai cittadini e alle organizzazioni pubbliche e private – servizi, tecnologie e prodotti e a proporli al mercato attraverso modelli di business innovativi, etici e sostenibili. È membro del Comitato scientifico di SoLongevity.

leggi tutto

Vuoi maggiori informazioni?