COVID-19, 5 regole che aiutano a prevenirlo

Articolo di Mario Clerici Professore Ordinario di Immunologia e Immunopatologia, Università degli Studi di Milano
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I motivi per cui le persone anziane sono più suscettibili alle infezioni, come quella del nuovo coronavirus SARS-CoV-2, sono diversi e dipendono da fenomeni complessi quali, per esempio, l’immunosenescenza e l’inflammaging‍.
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In sostanza, con il passare degli anni, il sistema immunitario diventa meno bravo a proteggerci dalle aggressioni esterne. Noi, però, possiamo aiutarlo. Cosa fare, allora, per mantenerlo efficiente?

Anche nell’età avanzata, uno stile di vita sano può aiutarci a mantenere il sistema immunitario efficiente e a combattere meglio le infezioni

Prima di rispondere a questa domanda bisogna chiarire un concetto fondamentale: tutti i processi alla base dell’invecchiamento del sistema immunitario hanno qualcosa in comune, e cioè l’alterazione dei meccanismi epigenetici, ossia i meccanismi che le nostre cellule possiedono per mantenere tutti gli equilibri funzionali essenziali alla loro sopravvivenza, ma anche per mantenere integro il DNA.

Questa è una buona notizia perché i meccanismi epigenetici possono essere influenzati dal modo in cui viviamo.
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Ci sono cinque semplici regole da seguire.

Regola 1: prevenire le infezioni

La prima regola fondamentale è quella di prevenire, per quanto possibile, le infezioni virali stagionali come l’influenza. Qui vengono in aiuto i vaccini. Anche se meno efficaci che nel giovane, i vaccini anti-influenzali danno una copertura sufficiente per limitare gli episodi anche negli anziani.  È molto importante capire che ogni episodio influenzale dà luogo a infiammazione e che, con il ripetersi degli episodi, l’infiammazione diventa cronica.

Ogni episodio influenzale dà luogo a infiammazione. Con il ripetersi degli episodi, l’infiammazione diventa cronica

Regola 2: fare sport

Il consiglio è di praticare attività fisica regolare (almeno tre volte alla settimana) se possibile sotto controllo medico o con l’aiuto di un personal trainer. Sono ormai innumerevoli gli studi che dimostrano l’effetto dell’esercizio fisico sul sistema immunitario. Tutti i dati riportati finora hanno dimostrato che l’esercizio di resistenza (resistance training) è il più indicato dopo una certa età.
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L’esercizio di resistenza aumenta il numero di linfociti T naive in circolo, proprio quelli che vengono a mancare con l’età
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Sperimentazioni cliniche controllate dimostrano, infatti, che l’esercizio di resistenza aumenta il numero di linfociti T naive in circolo, proprio quelli che vengono a mancare quando si invecchia.
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Camminata veloce, bicicletta, nuoto, tutti gli sport aerobici di endurance sono efficaci, senza tenere conto che il loro beneficio va ben oltre il potenziamento del sistema immunitario e tocca tutte le nostre funzioni, in modo particolare quelle del cervello.

Regola 3: eliminare l’infiammazione

Cercare di eliminare tutti i “focolai” di infiammazione presenti nel nostro corpo. Il primo e il più importante è quello intestinale. A regolare lo stato infiammatorio dell’intestino ci pensa il nostro microbioma, l’insieme dei microrganismi, batteri e funghi, che vivono nel tratto intestinale e che risentono delle nostre scelte alimentare e di vita in generale.

Regola 4: mangiare bene

Seguire un’alimentazione sana, con il corretto apporto proteico e soprattutto ricca di fibre vegetali che mantengano il giusto equilibrio del microbioma intestinale, è la prima medicina.

Regola 5: integrare la dieta

Quando necessaria, un’integrazione nutrizionale corretta può essere importante. Sul tema degli integratori si stanno accumulando conoscenze scientifiche importanti che sostengono la possibilità di intervenire sull’invecchiamento epigenetico [Link a B_001 e B_002]. Ricerche recenti, infatti, hanno dimostrato che sostanze di estrazione naturale possono regolare positivamente i nostri meccanismi epigenetici.
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Ne sono un esempio il resveratrolo e la vitamina B3: un tipo particolare di vitamina B3, il nicotinamide riboside, sembra essere molto efficace, mentre uno studio pubblicato sulla rivista Science Signalling ha dimostrato che il resveratrolo, utilizzato a determinate dosi, aumenta in modo significativo la capacità dei linfociti, in modo particolare i linfociti T naive, di attivarsi in risposta agli antigeni e di generare una risposta immunitaria più efficiente.
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È quindi probabile che nel prossimo futuro, con l’avanzare della ricerca, potremo disporre di nuovi farmaci e nutraceutici capaci di migliorare la risposta alle infezioni.

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