Il segreto del buon sonno? Si nasconde nel nostro intestino

Articolo di SoLongevity Research
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Ginevra Pignata
Una revisione degli studi sull'asse microbiota-intestino-cervello rivela come la comunicazione bidirezionale tra il sistema digerente e il sistema nervoso centrale regoli i cicli di sonno-veglia

Di cosa parla questo articolo

  • L’asse microbiota-intestino-cervello influenza il sonno attraverso vie metaboliche, immunitarie e neurologiche.
  • Disturbi come l’insonnia e l’apnea notturna sono associati a firme microbiche specifiche e alterazioni di metaboliti come il GABA e la serotonina.
  • Il microbiota intestinale può rappresentare un biomarcatore per la diagnosi precoce e lo sviluppo di terapie personalizzate per i disturbi del sonno.
  • Lo studio sottolinea l’importanza di un approccio olistico.

Il buon sonno si vede dall’intestino. O, meglio, dal microbiota intestinale. Quello che può sembrare lo slogan di una pubblicità ha in realtà un grande fondamento scientifico, come mostra una revisione degli studi sull’argomento condotta dall’Università di Pechino e recentemente su Brain Medicine.

Per decenni, scienziati e medici hanno cercato le chiavi per comprendere e curare i disturbi del sonno guardando quasi esclusivamente al cervello. Ma una nuova frontiera della ricerca sta rivelando che la qualità del nostro riposo dipende in modo significativo da un dialogo costante e bidirezionale tra il sistema nervoso centrale e il sistema digerente, noto come asse microbiota-intestino-cervello.

Quali possono essere le cause del disturbo del sonno?

Il sonno è un processo fisiologico fondamentale per la salute fisica e mentale. Lo studio evidenzia come il microbiota intestinale – ossia l’immensa comunità di microrganismi che popola il nostro tratto gastrointestinale – possa influenzare i pattern del sonno sia direttamente sia indirettamente. Questo sistema di comunicazione utilizza diverse vie: segnali metabolici, percorsi neurologici e risposte immunitarie.

Qual è il legame tra microbiota e insonnia?

Le alterazioni nella composizione di questi batteri, una condizione chiamata disbiosi, sono infatti strettamente legate a diversi disturbi del sonno. Ad esempio, chi soffre di insonnia cronica presenta spesso una scarsa diversità microbica e livelli alterati di acidi biliari e metaboliti batterici come il butirrato. Allo stesso modo, nei pazienti con apnea ostruttiva del sonno (OSA), i cali di ossigeno notturni modificano la flora intestinale, innescando infiammazioni sistemiche che peggiorano ulteriormente il quadro clinico.

“Come psicologa e neuroscienziata specializzata in disturbi del sonno, ritengo che questa revisione degli studi sull’asse microbiota-intestino-cervello sia rivoluzionaria – commenta Ginevra Pignata, parte del team di SoLongevity Clinic, a Milano – Conferma che il sonno è intimamente connesso al sistema digestivo, superando la visione puramente cerebrale. Nella mia pratica, pur utilizzando protocolli efficaci come la CBT-I (Terapia Cognitivo-Comportamentale per l’Insonnia), che rimane lo standard d’oro per trattare e risolvere l’insonnia cronica, adotto una visione olistica che include la consapevolezza del ruolo fondamentale della nutrizione. Per questo collaboro con nutrizioniste. In Solongevity Clinic, offriamo un servizio integrato di valutazione e trattamento, dove il paziente è seguito a 360 gradi, unendo psicologia, neuroscienze e nutrizione per un benessere profondo che inizia, sorprendentemente, proprio nell’intestino”.

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I messaggeri chimici della notte

Ma come fa, esattamente, l’intestino a “parlare” al cervello mentre dormiamo? La revisione identifica diversi protagonisti:

  • Neurotrasmettitori: Oltre il 90% della serotonina corporea, un precursore della melatonina (l’ormone del sonno), è sintetizzato nell’intestino. Anche il GABA, un messaggero chimico che favorisce il rilassamento, può essere prodotto da ceppi specifici di batteri intestinali come Lactobacillus e Bifidobacterium.
  • Acidi grassi a catena corta (SCFA): Prodotti dalla fermentazione delle fibre, come il butirrato, hanno dimostrato di poter migliorare la qualità del sonno e proteggere il cervello dai danni causati dalla privazione di riposo.
  • Il nervo vago: Agisce come una vera e propria autostrada dell’informazione, trasmettendo segnali dai microbi intestinali alle regioni del cervello che regolano le fasi del sonno.

I “batteri del sonno”

La review ha anche identificato diversi gruppi di batteri intestinali che giocano un ruolo cruciale nella regolazione del sonno e della veglia. Sebbene la composizione specifica possa variare, sono emerse alcune alterazioni comuni a più disturbi del sonno, come:

  • Aumento di Actinobacteria e Collinsella
  • Diminuzione di Bacteroides, Bifidobacterium e Faecalibacterium
  • Aumento del rapporto tra i Firmicutes e Bacteroidetes

Come ripristinare il microbioma? 

La scoperta di questo legame apre le porte a terapie innovative e meno invasive. Gli interventi mirati al microbiota includono:

  • Probiotici e Prebiotici: L’assunzione di specifici “batteri buoni” (come il Lactobacillus plantarum) ha mostrato risultati promettenti nel migliorare il sonno profondo e ridurre lo stress in pazienti insonni.
  • Trapianto di microbiota fecale (FMT): Questa tecnica, che consiste nel trasferire microbiota da donatori sani a pazienti, sta emergendo come una strategia per affrontare disturbi complessi, mostrando tassi di remissione dell’insonnia significativamente superiori rispetto ai trattamenti convenzionali in alcuni studi clinici.

Una visione integrata e olistica

Secondo i ricercatori, in futuro, la diagnosi di un disturbo del sonno potrebbe quindi passare anche per un’analisi dettagliata del nostro “ecosistema” interno. “Oggi abbiamo la conferma che il sonno, pilastro della nostra salute fisica e mentale è intimamente connesso al nostro sistema digestivo – riprende la Dottoressa Pignata – E l’evidenza che i dismetabolismi del microbiota possano contribuire alla patogenesi dei disturbi del sonno è un catalizzatore per l’adozione di un modello di cura che considera l’intero sistema. Dato che la nutrizione è il principale fattore modificabile che modella il nostro microbiota, il legame diventa ineludibile: l’integrazione di interventi nutrizionali mirati al microbiota può potenziare notevolmente i risultati ottenuti con la terapia standard per l’insonnia. Questo – conclude Pignata – ci spinge a superare la visione frammentata della salute e ad abbracciare un modello integrato, dove il benessere del sonno inizia, in modo sorprendente e profondo, proprio nell’intestino”.

 

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