Integratori Alimentari_3: come valutarli?

Articolo di SoLongevity Research

Se avete chiaro che cos’è un piano di integrazione alimentare e a quali domande bisogna rispondere perché sia davvero quello che fa per voi, allora potete procedere (finalmente) con la scelta dei prodotti. Ogni anno, però, vengono immessi sul mercato oltre mille nuovi integratori e orientarsi può non essere semplice. Quali caratteristiche deve avere un buon integratore? In questa terza parte del nostro “viaggio” nel mondo dell’integrazione alimentare, capiamo insieme a cosa fare attenzione.

Etichetta

Proprio come gli alimenti, anche gli integratori devono essere dotati di un’etichetta che menzioni ogni singolo ingrediente in modo chiaro e trasparente. I requisiti di etichettatura degli integratori alimentari sul mercato dell’UE sono stabiliti dalla Direttiva 2002/46 /CE (normativa sugli integratori alimentari recepita anche in Italia) e, come specificato sul sito dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), comprendono:

  • i nomi delle categorie di sostanze nutritive o sostanze che caratterizzano il prodotto o un’indicazione della natura di tali sostanze o sostanze nutritive;
  • la porzione di prodotto consigliata per il consumo quotidiano;
  • l’avvertimento di non superare la dose quotidiana definita come raccomandabile;
  • la raccomandazione di non usare gli integratori alimentari come sostituti di una dieta varia;
  • la raccomandazione di tenere i prodotti fuori dalla portata dei bambini.

Non tutti gli ingredienti presenti in etichetta riportano un valore nutrizionale di riferimento, perché la scienza nutrizionale non ha definito per i tutti i principi nutrizionali un fabbisogno minimo del nostro organismo. La biochimica metabolica è ancora un universo da esplorare e l’innovazione nutrizionale va spesso più veloce della capacità delle autorità competenti di regolamentare il mercato.

Certificazione

Una formula certificata implica che il prodotto è stato testato per valutarne l’efficacia (che comprende l’efficienza metabolica, la capacità funzionale e la sicurezza) su specifici target fisiologici.

Per assicurare la propria efficacia, In genere gli integratori fanno riferimento al metodo deduttivo: la formula è composta da ingredienti che sono stati testati singolarmente per tolleranza, sicurezza ed efficacia; quindi la formula che li combina è testata, sicura ed efficace. 

Questo approccio, anche se logicamente valido, ha dei limiti intrinseci:

  • gli ingredienti possono interagire tra loro, alterando i biochimismi che il singolo ingrediente sviluppa da solo;
  • gli ingredienti possono essere veicolati in un modo (polvere, gel, acqua, nanocapsule, liposomi, etc..) che influenza il valore di efficacia e che non sempre è lo stesso utilizzato dal produttore della materia prima per il test di efficacia e sicurezza;
  • stessi ingredienti non hanno necessariamente stessa efficacia. A titolo di esempio non tutti gli estratti di mirtillo hanno la stessa capacità anti-ossidante; non tutte le forme di magnesio hanno le stesse proprietà neurologiche.  

Un integratore alimentare viene considerato affidabile quando si certifica la formula nel suo complesso, ossia esattamente quelle che viene assunta dal consumatore . 

Le formule possono essere certificate in vitro (laboratorio), cioè su colture di cellule che riproducono l’ambiente fisiologico del corpo su cui si vorrebbe intervenire, su animali (in vivo), o su persone che assumono il prodotto e che si prestano a misurarne l’efficacia tramite esami di laboratorio e funzionali condotti da un team medico. Questi test in vivo si dividono in test osservazionali e test clinici, quest’ultimi sono assimilabili a quelli di sviluppo di un farmaco. 

Attenzione, dunque, alla letteratura scientifica a cui il prodotto fa riferimento: le dimostrazioni delle proprietà degli elementi e della formula non devono essere unicamente “di laboratorio”, ossia ottenute in vitro o su modelli animali, ma anche cliniche, con test sulle persone. La parte osservazionale o clinica è ciò che fa la differenza tra un prodotto promettente (ma che ha ancora della strada da fare) e uno consolidato e affidabile, che ha dimostrato di avere un’efficacia negli esseri umani.

È importante sapere che uno studio clinico prospettico prevede l’approvazione da parte di un comitato etico che garantisce un controllo approfondito della procedura di studio e delle modalità di esecuzione.

Un integratore alimentare che testa la sua formula in laboratorio o in vivo, ovvero ha  alle spalle un percorso di validazione scientifica e clinica rispetto al suo target fisiologico, viene classificato come nutraceutico

La scelta di un integratore alimentare passa dalla valutazione di caratteristiche come etichetta trasparente, certificazione, bioaccessibilità e biodisponibilità, sinergie e antagonismi, produzione

Come per gli alimenti, l’etichetta degli integratori alimentari deve riportare ogni singolo ingrediente, indicandone la natura, il dosaggio giornaliero consigliato e avvertimenti per un corretto utilizzo

Bioaccessibilità e Biodisponibilità

Un buon integratore alimentare è progettato per fornire un contributo utile al metabolismo umano e ai diversi target fisiologici desiderati. Perché questo sia possibile, è indispensabile tenere conto di due caratteristiche: la bioaccessibilità e la biodisponibilità.

 

La bioaccessibilità rappresenta quella frazione del prodotto alimentare utile ai fini metabolici e nutrizionali. In pratica è la parte che viene liberata dalla digestione per essere assorbita nell’intestino.

La biodisponibilità, invece, è proprio quella percentuale di nutrienti che riesce a essere assorbita dall’intestino e a entrare nel flusso sanguigno per essere utilizzata, nella forma corretta e nella quantità sufficiente, là dove serve. Ad esempio, è assolutamente inutile assumere elevate quantità di un nutriente quando la sua biodisponibilità è bassa, perché il nostro corpo la “butterà via”. Valutare se i nutrienti contenuti in certo integratore sono più o meno biodisponibili è un compito da addetti ai lavori, per questo è importante rivolgersi a loro. In ogni caso, il fatto che chi vende un prodotto si sia posto questo problema può già essere un indicatore. 

I test clinici su esseri umani fanno la differenza tra un prodotto promettente e uno già consolidato e affidabile

Sinergie e antagonismi 

Un prodotto affidabile tiene conto delle sinergie e degli antagonismi tra sostanze. Alcuni nutrienti, infatti, stanno bene insieme e possono, per esempio, favorire l’assorbimento l’uno dell’altro. Altre sostanze, invece, non vanno d’accordo e la loro assunzione contemporanea può annullarne i benefici. Un esempio è quello della vitamina B1 (o tiamina): l’allicina la converte in una forma che viene assorbita più facilmente, mentre alcuni polifenoli (acido caffeico, acido clorogenico e acido tannico) e flavonoidi (quercetina e rutina) interferiscono con il suo assorbimento.

 

Produzione

Ulteriore informazione da considerare nella valutazione di un integratore alimentare è verificare la catena di produzione: dove è stato realizzato il prodotto e se è stato confezionato da produttori autorizzati, soggetti a controllo dell’intero processo e alla certificazione di provenienza degli ingredienti.

Una serie di indagini sui prodotti commercializzati nel 2013 in Nord America (https://bmcmedicine.biomedcentral.com/articles/10.1186/1741-7015-11-222) ha rivelato che nel prodotto non vi erano gli ingredienti dichiarati nell’etichetta e le condizioni di igiene e sicurezza non erano rispettate. 

Dove si possono reperire queste informazioni? Si possono richiedere certamente al servizio clienti del produttore stesso, reperire sul suo sito, all’interno dell’etichetta del prodotto che deve riportare la filiera di produzione. Esiste anche una sezione del Ministero della salute che fornisce informazioni e dettagli sugli integratori in commercio ed eventuali problematiche rilevate.

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