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La respirazione controllata aiuta a ridurre lo stress?

Articolo di SoLongevity Research
Secondo uno studio pubblicato su Scientific Reports, gli esercizi che coinvolgono il controllo del respiro sembrano avere un impatto positivo sui sintomi dello stress

Di cosa parla questo articolo

  • Le tecniche di controllo della respirazione sono sempre più praticate anche nel mondo occidentale per la gestione dello stress
  • Sembra che il respiro influisca su diversi parametri fisiologici che contribuiscono al benessere della psiche
  • Servono ulteriori studi sulla correlazione tra controllo del respiro e benefici sulla salute mentale

Il controllo della respirazione può davvero aiutare a gestire lo stress, incidendo positivamente sulla salute mentale? A verificare la valenza scientifica di questa pratica sempre più diffusa ci si è messo un team di ricercatori dell’Università del Sussex (UK) guidato da Guy William Fincham, che, come ha raccontato a PsyPost, avendone lui stesso sperimentato i benefici in momenti particolarmente logoranti della sua vita, è stato motivato in parte dall’interesse personale verso le tecniche di respirazione controllata. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Scientific Reports.

Quali studi sulla respirazione sono stati presi in considerazione?

Si tratta, scrivono gli autori, della prima meta-analisi – ossia l’analisi di dati già pubblicati in altri studi scientifici – che prende in considerazione studi controllati randomizzati (randomized controlled trials, RCT) su questa materia. Ma che cosa sono gli RCT? Parliamo di studi che prendono in considerazione l’effetto di un determinato parametro su una popolazione “mista” (cioè non omogenea, scelta in modo random appunto) e che prevedono anche la presenza di un gruppo cosiddetto di controllo, cioè che non riceve lo stesso trattamento o che non è sottoposto allo stesso protocollo e che serve come termine di paragone per poter misurare gli effetti del trattamento stesso. In questo caso, fra tutti gli studi presenti in letteratura e riguardanti questo ambito, gli autori ne hanno presi in considerazione 12, per un totale di 785 partecipanti analizzati. I 12 studi sono stati condotti fra il 2012 e il 2021 e la metà riguardano la popolazione statunitense. Due sono invece stati condotti in India, uno in Israele, uno in Turchia, uno in Canada e uno, infine, è stato condotto online e rivolto a partecipanti di qualsiasi nazionalità.

Perché gli esercizi sul respiro aiutano?

Sul perché il controllo del respiro abbia risvolti positivi sulla nostra salute mentale esistono diverse ipotesi. Gli effetti della respirazione controllata potrebbero avere a che fare con la variazione della frequenza cardiaca indotta dalla respirazione stessa, con il rilascio di endorfine, oppure con la modulazione del sistema nervoso autonomo, che a sua volta svolge importanti funzioni nella regolazione dei nostri organi interni e in particolare dell’apparato digerente, la cui connessione con il benessere della nostra psiche sembra sempre più evidente.

La conclusione di questa meta-analisi è che gli esercizi di respirazione controllata potrebbero in effetti avere un impatto positivo sui livelli di stress, anche se gli autori invitano alla cautela e auspicano che la loro sia solo la prima di una lunga serie di analisi in questo ambito, che sembra quantomeno promettente per la promozione del benessere e della salute mentale. Come sempre accade nella scienza, tuttavia, questi risultati necessiteranno di essere confermati da ulteriori studi.

Quali sono gli esercizi per la respirazione più efficaci?

Esistono tantissime tecniche di respirazione, molte con radici storiche antiche e che si rifanno a discipline orientali: respirazione addominalediaframmatica, a labbra socchiuse, risonante, etc. Gli studi inclusi nella meta-analisi del gruppo britannico comprendono diverse di queste pratiche e gli autori non sono in grado di stabilire se ne esista una più efficace di altre. Saranno pertanto necessarie analisi più specifiche per determinare quale o quali di queste tecniche possono risultare più utili. Finora, dicono gli autori, la scienza non ha dedicato molta attenzione allo studio sistematico di questo ambito della ricerca sulla salute mentale. Il loro studio, concludono, ha come scopo quello di fare da apripista e di stimolare l’interesse degli scienziati verso questo filone della ricerca.

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