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Immergersi in acqua fredda migliora la salute mentale: ecco cosa accade al cervello

Articolo di SoLongevity Research
Cinque minuti di immersione in acqua a 20°C possono causare un netto miglioramento dell’umore, e alla base di questi effetti sembrano esserci dei cambiamenti nei collegamenti funzionali fra aree cerebrali diverse

Di cosa parla questo articolo

  • Diversi studi riportano un collegamento fra l’esposizione deliberata al freddo e possibili effetti positivi sulla salute mentale
  • Una recente ricerca mostra che cinque minuti di immersione in acqua a 20°C possono portare a un netto miglioramento dell’umore
  • Alla base di questi effetti sembrano esserci dei cambiamenti nei collegamenti funzionali fra aree cerebrali diverse

 

Cinque minuti di immersione in acqua relativamente fredda (20°C) sembrano essere correlati all’aumento di sentimenti positivi e alla diminuzione di quelli negativi. È quanto emerge dalle analisi di un gruppo di ricercatori guidato da Ala Yankouskaya, docente presso il dipartimento di psicologia della Bournemouth University (Regno Unito), che ha voluto in particolare investigare quali potessero essere i meccanismi dietro al fenomeno. Sono diverse infatti le evidenze che indicano una possibile correlazione fra l’esposizione deliberata al freddo ed effetti positivi dal punto di vista della salute mentale.

Nuove connessioni

I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Biology, e indicano che è sufficiente una singola immersione di cinque minuti in acqua a 20°C per favorire la comparsa di nuove connessioni neuronali fra aree cerebrali diverse. La comparsa di sentimenti positivi, in particolare, sembra essere dovuta alla formazione di nuovi collegamenti fra le aree cerebrali coinvolte nei processi affettivi, nel controllo delle emozioni e dell’attenzione.

Come sono stati ottenuti questi risultati?

Allo studio hanno partecipato un totale di 33 persone di età compresa fra i 20 e 45 anni, senza patologie pregresse e che non si fossero sottoposte a trattamenti di immersione in acqua fredda nei 12 mesi precedenti all’inizio dello studio.

Per valutarne lo stato emotivo, ai partecipanti è stato chiesto di compilare dei questionari riguardanti i propri sentimenti prima e dopo l’immersione. Per quanto riguarda l’analisi delle connessioni cerebrali, anche in questo caso esaminate prima e dopo l’immersione, i ricercatori hanno utilizzato tecniche di risonanza magnetica funzionale – un esame che permette di scannerizzare la massa cerebrale in modo non invasivo.

Limiti e prospettive future

“I risultati – si legge nell’articolo – indicano che l’immersione in acqua fredda di tutto il corpo [testa esclusa, nda] per tempi brevi può avere effetti integrativi sul funzionamento del cervello, contribuendo al miglioramento dell’umore”. Osservazioni interessanti e mai descritte in precedenza, anche se, sottolineano gli stessi autori, si tratta di risultati che necessitano di essere confermati da ulteriori studi, coinvolgendo magari un numero maggiore di partecipanti. Anche perché, concludono, non si può attualmente escludere che altri fattori correlati all’immersione possano aver avuto un effetto: “Ad esempio, il coraggio per affrontare la sfida o altre motivazioni intrinseche potrebbero facilitare i sentimenti positivi”.

Bibliografia

Short-Term Head-Out Whole-Body Cold-Water Immersion Facilitates Positive Affect and Increases Interaction between Large-Scale Brain Networks, Biology 2023 (https://doi.org/10.3390/biology12020211)

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Nicola Palmarini è uno dei principali esperti globali di innovazione nell’invecchiamento e nella longevità ed è il direttore del National Innovation Centre for Ageing (NICA) del Regno Unito, un’organizzazione globale sostenuta da un investimento iniziale del governo britannico e dell’Università di Newcastle per aiutare a co-innovare – insieme ai cittadini e alle organizzazioni pubbliche e private – servizi, tecnologie e prodotti e a proporli al mercato attraverso modelli di business innovativi, etici e sostenibili. È membro del Comitato scientifico di SoLongevity.

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