Quanto può vivere davvero un essere umano?

Articolo di SoLongevity Research
Un nuovo modello matematico ricalcola la durata massima teorica della vita umana, portandola fino a 150 anni

Di cosa parla questo articolo

  • Basandosi su modelli per lo studio di popolazioni e sul declino dell’organismo si pensava che l’essere umano potesse vivere non più di 140 anni
  • Un nuovo metodo basato sulla capacità dell’organismo di mantenere l’omeostasi alza il limite massimo della vita umana a 150 anni
  • A condizionare la durata della vita di una persona sono la genetica, le abitudini di vita, le conoscenze della sua epoca sull’invecchiamento

Calcolare la durata della vita

Quanto potrebbe vivere al massimo un essere umano? Dare una risposta non è affatto semplice. Ma se finora le stime più accreditate ponevano il limite attorno ai 140 anni, un recente studio pubblicato su Nature Communications cambia approccio e metodo e va al rialzo: il limite massimo della vita umana sarebbe – più o meno – 150 anni.

Nel tempo si sono usati diversi sistemi per calcolare la durata della vita umana. Alcuni fanno ricorso a modelli matematici per gli studi di popolazione (come la legge di Gompertz) con opportuni aggiustamenti; altri prendono a riferimento il declino dell’organismo usando alcune spie del deterioramento fisico – per esempio, la funzione oculare o la quantità di ossigeno che si consuma durante un esercizio, che peggiorano invecchiando. Questi modelli hanno portato a ottenere stime di durata massima della vita di un essere umano tra i 120 e i 140 anni.

Il nuovo modello si basa sulla resilienza, cioè la capacità dell’organismo di mantenere l’equilibrio delle sue funzioni

Questione di infiammazione e resilienza

Più di recente, un team internazionale di ricercatori giapponesi, russi e statunitensi ha sviluppato un nuovo modello che si basa sulla resilienza, cioè la capacità dell’organismo di mantenere l’omeostasi, l’equilibrio delle sue funzioni. La progressiva perdita di questa capacità altro non è che l’invecchiamento e implica la sempre maggiore difficoltà dell’organismo di riprendersi da una malattia o un insulto.

Per la loro ricerca gli scienziati hanno utilizzato i dati di migliaia di persone fino agli 85 anni. Hanno raccolto campioni di sangue e analizzato parametri come il numero di globuli bianchi e la dimensione dei globuli rossi come indicatori, rispettivamente, del livello di infiammazione dell’organismo e del rischio di malattie cardio-cerebro-vascolari o del deterioramento cognitivo. Hanno così ottenuto un unico parametro che hanno chiamato “indicatore di stato degli organismi dinamici” (o Dosi) in grado di prevedere lo sviluppo di malattie legate all’età. In ogni caso, indipendentemente dalle condizioni di salute e dalla genetica e sulla base delle attuali conoscenze e pratiche mediche, il modello ha indicato che la resilienza dell’organismo “si azzera” tra i 120 e i 150 anni.

Come si supera il record?

La stima supera di circa il 25% l’età massima raggiunta da un essere umano – i 122 anni raggiunti da una donna francese nata nel 1845. Ma, come precisa in un suo articolo su The Conversation Richard Faragher, professore di Biogerontologia all’Università di Brighton, per battere questo record e raggiungere o addirittura superare i 150 anni di vita bisognerebbe avere un’ottima geneticaabitudini impeccabili (dieta, esercizio fisico, etc) e vivere in un’epoca in cui le conoscenze sulla biologia dell‘invecchiamento siano superiori rispetto a quelle attuali. Quanto sia lunga la strada è difficile a dirsi, ma di certo la ricerca l’ha già intrapresa.

Bibliografia

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